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GUIDA AL "RELUBE" DELLA CARABINA FEINWERKBAU 300
Armi ad aria compressa

PICCOLA GUIDA FOTOGRAFICA PER RIPORTARE LA CARABINA ALLE PRESTAZIONI ORIGINARIE

UN PO’ DI STORIA

Nel 1956 Feinwerkbau sviluppa una carabina ad aria compressa con sistema a molla e pistone con leva di armamento laterale e ammortizzatore di rinculo, con un sistema brevettato. La FWB 300 rappresentava il fiore all’occhiello della produzione mondiale di carabine di alto livello. Dagli anni ’60 agli anni ’70 questo gioiello è entrato nella storia del tiro a segno infrangendo tutti i record precedentemente stabiliti.
La caratteristica principale di questa carabina è la presenza dell’ammortizzatore di rinculo. L'azione e la canna di quest'arma non sono fisse, ma possono muoversi assialmente: inclinandola in avanti è possibile notare un minimo scivolamento dell’azione. Allo sparo si osserva un moto retrogrado dell’azione che permette di compensare il rinculo rendendo il tiro stabile e preciso. In quegli stessi anni Diana sviluppava il sistema GISS (utilizzato sui modelli Diana 60, 65, 66), un complesso sistema che per mitigare l'effetto del rinculo utilizza due pistoni contrapposti spinti da due molle e vincolati da due ruote dentate e da una cremagliera.



CONSIDERAZIONI PERSONALI…

La 300 in mio possesso si è subito distinta per le qualità generali di progetto, meccanica, accoppiamenti e legni. Alla prova bilancia ha fatto fermare l’ago a quota 4750 grammi, un giusto peso per una carabina specialistica. Imbracciando l’arma nella classica posizione da C10 si avverte chiaramente come la casa tedesca abbia prediletto la distribuzione di peso sulla volata per garantire la massima stabilità nel tiro di precisione in soggetti allenati. Il peso di scatto dovrebbe attestarsi sui 120 grammi, il primo tempo è lungo il giusto, il secondo è breve e netto, esattamente come uno scatto deve essere. Il pacchetto di scatto offre sette regolazioni per renderlo esattamente come il tiratore lo desidera.

Piccolo avvertimento prima di iniziare: sebbene il procedimento non sia complicato consiglio a chi vorrà procedere allo smontaggio di una qualunque arma di osservare con attenzione ogni singola parte, cercare di scoprire ogni cosa su di essa, la sua inserzione precisa, il suo scopo e la sua interazione con altre parti. È utile segnare i passi che si fanno con disegni, è altrettanto utile avere a disposizione un PC portatile oppure stampare il procedimento per averlo pronto.
Sconsiglio la procedura a chi è completamente digiuno di faidate! Tutti dicono: facile smontare, difficile rimontare!... E' vero in parte. La cosa peggiore che può capitare è trovarsi delle parti danneggiate, reperire i ricambi e scoprire che vanno adattati.


ATTREZZATURA MINIMA:

cacciaviti a taglio (di dimensioni consone alle viti), pinza a becchi dritti, chiave fissa misura 17, un martelletto e un legnetto (o un tubo di metallo morbido come il rame), grasso al bisolfuro di molibdeno (moly), gun oil o similare, stracci compatti. Una pinza togli-seger sarebbe ideale.





Come primo passo occorre togliere le due viti che vincolano il calcio all’azione; la vite centrale ferma solo la guardia del grilletto in bachelite. Fate caso alla lunghezza delle due viti: la corta è vicino allo scatto, la lunga sull’astina:





Ecco la molla che vincola l’azione alla placca di scorrimento. Per estrarla utilizzate una leva, tipo un cacciavite o una pinza, a vostro piacimento:





Ed ecco la molletta che vincola il sistema antirinculo all´azione. Nel rimontaggio è importante mettere la molla esattamente com’era prima. Non ci avete fatto caso vero? Male!
Bisogna ricordarsi di fare così: l’uncino di destra va messo sulla piastrina vicino alla canna: in questo modo l’altro uncino si mette in sede più facilmente.



Togliamo ora i seger dai due perni in figura con l’aiuto di una punta o dei becchi della pinza:




Sfiliamo i perni di vincolo all’azione con l’aiuto di una pinza: risulta più comodo prendere i perni nella zona dove si innestano i seger.



Togliamo poi il seger dal perno collocato a metà dell'azione...




...e quindi sfiliamo il perno.




Ora, estratti i tre perni, la placca di scorrimento in metallo sotto l’azione comincia a muoversi; la placca è vincolata dal blocco applicato nella parte posteriore, ed è trattenuta da due sporgenze presenti sul blocco. Sollevando leggermente la placca e muovendo abilmente il tutto il blocco a pressione si sfila liberando l'assieme (in parole povere, occorre "smanacciare" un attimo per levarlo...)




Rimuoviamo la placca di scorrimento che chiude inferiormente l'azione; come avrete capito l’azione scorre su questa parte nel suo moto per contrastare il rinculo:





Togliamo ora le viti che fermano il pacchetto di scatto, nonché la sicura a cremagliera sul caricamento:




Ecco il pacchetto di scatto:




Dettaglio della cremagliera nel suo binario. Imprevisto: il dentello di aggancio al cilindro è rotto.




Dettaglio del sistema di sicura a cremagliera. Il cuneo collegato alla molla serve per bloccare la leva di caricamento in posizioni intermedie.




Ecco come si presenta la meccanica senza il pacchetto di scatto. Si nota la sede dell’aggancio sul cilindro, ed il dado che blocca la parte finale di ritenzione della molla.




Ora togliamo la vite di tenuta della leva di caricamento:




Particolare dell’innesto del braccio di leva sulla parte laterale del cilindro:




Togliamo ora i due perni che tengono la molla a lamina nella parte posteriore dell'azione:iniziamo togliendo il seger dal perno più arretrato, facendo caso alla disposizione di tutti i componenti:




Togliamo il perno (dal quale abbiamo sfilato il seger) dall’interno. Poi sfiliamo anche l’altro perno più piccolo montato più avanti, perno che come vedremo presenta una sporgenza che si va ad innestare nel foro della molla a lamina.Infine sfiliamo la molla:





Tolta la molla, rimettiamo il perno piccolo nella sua sede, montandolo stavolta capovolto e dall’esterno verso l’interno:




Svitiamo ora il dado da 17 che regge la parte finale di tenuta della molla. Poggiamo il fondo su una spugna e facciamo forza verso il basso con l’arma verticale (con la canna in alto), poi spingiamo verso il basso l’azione, sfiliamo il perno piccolo (attenzione a non perderlo!) e cerchiamo di mitigare la spinta della molla. In alternativa ci si puo' servire di un compressore (non è strettamente necessario in questo caso).
Nell’estrarre il tutto fare attenzione a non perdere i due ferretti di forma circolare.




Ecco la prima parte del guidamolla-blocco con le parti sciolte e la molla:




Secondo imprevisto: molla rotta! Comunque avevo già messo in conto la sostituzione...






RIMONTAGGIO

Prima di rimontare occorre pulire e sgrassare tutte le parti con benzina o petrolio bianco lampante; una bacinella e un pennellino possono aiutare. Segue l’ingrassaggio di ogni singola parte (per protezione e per lubrificazione). Occorre togliere le guarnizioni di pistone e cilindro (transfer port) e sostituirle con altre nuove (usare FWB originali!) montandole a pressione.
Ho avvolto l’azione con stracci inzuppati di miscela (benzina + olio sintetico, avevo solo quella...) per permettere una migliore pulizia della parti che presentavano "fiorellini" di ruggine.



Ed ecco una vista d'insieme con tutte le parti smontate; è l’ultima volta che le vedete cosi!



Primi problemi incontrati sulla nuova cremagliera: le tolleranze di lavorazione sui binari sono più allegre di 40 anni fa! Un po' di tela vetrata con grana 400 rende giustizia al binario.





Particolare del corretto scorrimento nel binario della cremagliera:




Diamo ora una passata col moly sulle superfici di scorrimento. Notare che pur non usando guanti le mani sono perennemente cosparse di lubrificante.



Applicazione del grasso al bisolfuro di molibdeno (moly) sul guidamolla:



Applicazione del moly sulla molla per lubrificarla e per smorzare le vibrazioni:



Ingrassiamo leggermente l’interno dell’azione ed il cilindro, e infine posizioniamo quest'ultimo nella sua sede, con i fori della leva di caricamento e del dente della cremagliera nelle rispettive posizioni (foro rettangolare largo sotto l’azione, davanti al foro in foto).




Montiamo la fascia elastica sul pistone e ingrassiamo col moly (tranne nella parte superiore dove c’è la guarnizione):




Notare il dente per l'aggancio del pistone; come nello spaccato Feinwerkbau il dente deve essere rivolto verso lo scatto.
Inseriamo il tutto, prima di chiudere in compressione non dimentichiamo di rimettere in sede le due linguette di ferro tonde. La parte più grande presenta un’apertura, mettiamola nella posizione dove si bloccherà la molla con i due fori. Nello spaccato compare in alto (dalla parte opposta a dove è riportata la matricola dell’arma e i dati del produttore).




Comprimiamo ora la molla con il sistema usato in precedenza, inseriamo il perno esattamente come prima (girato e dall’esterno), serriamo il bullone da 17 che chiude l’azione.




La parte più faticosa è andata!

Rimettiamo adesso la molla in sede, con la piccola piega verso la parete esterna. Va infilata fino in fondo nella sede ricavata dalle due lamine metalliche tonde viste prima.



Inseriamo il perno piccolo con la parte tonda grossa dall’interno (che guarda verso l’esterno).



Posizioniamo correttamente la molla, come in foto, e mettiamo il perno più grande in sede.




Mettiamo il seger sul perno grande:



Con il calibro controllo la sede del dente di aggancio della cremagliera:




Ecco invece la misura del ricambio originale Feinwerkbau… i duri iniziano a giocare.




Minimorsa, lima bastarda inglese per togliere (nel mio caso) circa 8 decimi di millimetro di troppo.




Reinseriamo il blocco di scatto sull’azione, posizioniamo con la lama del cacciavite il perno della cremagliera nella sua sede sul cilindro; con l’ausilio di un manico di cacciavite picchiettare l’estremità vicino alla canna per farla entrare più agevolmente nella sua sede.




Mettiamo le due viti nell’azione e le serriamo.




Rimettiamo ora la parte semicilindrica metallica sopra al pacchetto di scatto, infiliamo a pressione il blocco tondo con i due perni nell’azione, posizionandoli al meglio.





Inseriamo il perno a metà dell'azione, e rimontiamo il suo seger di chiusura (nello smontaggio non serve togliere entrambi i seger).




Allineiamo i fori, puntiamo a mano i perni senza seger, con l’ausilio di un martelletto li facciamo entrare finche' in mezzo non spuntano le sedi dei seger.



Mettiamo i seger:



Rimettiamo la molla in posizione, come da foto:



La meccanica è a posto!



Ora non ci resta che rimontare la calciatura:




L’opera è finita, abbiamo appena concluso la manutenzione su una springer di razza alquanto complicata. Ora sarete soddisfatti per aver messo a dura prova le vostre capacità, e ancor più per poter dire "l’ho fatto io", e spendendo il meno possibile! La spesa è stata di circa 75 Euro per i ricambi "ordinari" (le due molle, l’anello di giunzione tra di esse, le guarnizioni di pistone e cilindro, la fascia elastica); in aggiunta il sottoscritto ha dovuto sostituire anche la cremagliera.

E ora che è sistemata, buon tiro!




Un ringraziamento a Nix80, fotografo dell’impresa.

Stefano (Rendoman)

Postato il Saturday, 25 October @ 21:42:25 UTC di Rendoman
 
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